Sintesi del verbale dell’Assemblea del Comitato Genitori del 17 gennaio 2023

In data 17 gennaio 2023, dalle ore 17,45 alle ore 19,45, si è svolta la Seconda  Assemblea del Comitato Genitori del Liceo Cavour per il corrente anno scolastico, con carattere straordinario, a cui sono invitate le rappresentanze studentesche, con il seguente ordine del giorno:

  • motivazioni e conseguenze della passata occupazione.

La riunione si è svolta online sulla piattaforma Google Meet messa a disposizione dalla scuola. Alla riunione erano presenti per il Comitato Genitori Paola Vocca (Presidente), Francesca De Dominicis (Segretario) e i coordinatori Stefania Aquilino, Cinzia Tedesco, Maria Chiara Petrassi, Sonia Biondi e per il Consiglio di Istituto, Maura Mezzetti (presidente) e le consigliere Maria Claudia Benincà e Nicoletta Jannitti. Per il Comitato Studentesco Ilaria Vinattieri (presidente) e per la componente studentesca al CdI, Mattia Maseroli, Emanuele Santoni, Ulisse D’Ambrosio.
Nel momento di massima partecipazione erano presenti 82 genitori, tra rappresentanti al Consiglio di classe e genitori in rappresentanza di 38 classi su 47.

La presidente Paola Vocca apre l’assemblea ricordando che questa riunione è stata organizzata per ascoltare le rappresentanze studentesche e la loro percezione e gli umori a seguito dei fatti dell’occupazione. Questa riunione era stata richiesta anche dai rappresentanti dei genitori proprio per capire e valutare gli accadimenti di quei giorni, quali fossero le motivazioni e i malesseri che hanno portato agli effetti che conosciamo, quali passi potessimo fare noi come genitori per aiutare anche a riprendere il dialogo con la scuola, interrotto proprio a seguito dell’occupazione.

La presidente invita tutti all’ascolto e a mantenere un clima tranquillo e non accusatorio quando si inoltreranno le domande agli studenti.

Prima di iniziare l’assemblea viene letto un comunicato del direttivo per chiarire alcuni malintesi sorti durante i giorni di chiusura della chat del Comitato, coincidenti con l’inizio anticipato delle vacanze natalizie e i giorni della ripresa scolastica. In quel periodo gli animi non erano sereni e le pressioni erano fuori controllo. Il Comitato ha scelto quindi di lasciare libero il canale dai commenti e proseguire solo in modalità informativa, creando, come ovvio, malumori.

(Omissis) Il comunicato può essere richiesto in visione, ma non essendo necessario alla discussione si preferisce non pubblicarlo.

Dopo il comunicato e le repliche la parola passa a Ilaria Vinattieri che si presenta nel suo ruolo di presidente del Comitato Studentesco.
Si dichiara da subito disponibile a chiarire dubbi e rispondere a domande assolutamente lecite in questo periodo di grande confusione e poca comunicazione con e tra gli studenti.
Ci racconta di una situazione di forte divisione tra le componenti studentesche sull’occupazione. I rappresentanti presenti erano contrari, ma hanno cercato di rappresentare anche quella parte che l’ha decisa, in seguito ai comportamenti della dirigente che venivano percepiti come un dietrofront. 
Come rappresentanti avevano organizzato una autogestione molto soddisfacente, che includeva tutte le componenti della scuola e riusciva ad essere produttiva e funzionale alla crescita delle studentesse e degli studenti, volta alla costruzione e non alla distruzione. Ma questa autogestione, non è stata gradita dalla maggior parte degli studenti che hanno deciso di occupare. A quel punto anche il Comitato studentesco ha firmato il documento di occupazione.

Per quanto riguarda il periodo di occupazione (10 dicembre – 17 dicembre, ndr) dichiara che è stato molto complicato, aggravato da momenti di grande conflitto. Anche se l’occupazione ha accolto assemblee con argomenti interessanti, il bilancio di questo periodo è stato assolutamente negativo, non solo a livello di distruzione fisica dell’edificio, ma anche a livello di distruzione dei rapporti.
Parlando di danni sa che sono molti e molto onerosi e per questo ringrazia tutti quei genitori che hanno contribuito. Come studenti stanno pensando a delle forme di raccolta fondi, come è stato in passato, e domani (18 gennaio 2023, ndr) nella assemblea del Comitato studentesco si parlerà di soluzioni in merito.
Per quanto riguarda le note non c’è stato un confronto formale tra studenti, ma si dice d’accordo in linea di principio con i provvedimenti, visto ciò che è stata l’occupazione, che reputa giusti e necessari se sono costruttivi. Proporrà così, di chiedere ai ragazzi una autodenuncia, che potrebbe tradursi, per esempio, in pomeriggi dentro scuola per sistemare, aiutare in ciò che è necessario, sperando che la dirigente scelga di non intraprendere singoli procedimenti penali. Tutti gli studenti devono capire che si può fare di meglio di quello che è stato fatto e serve fare qualcosa di costruttivo e produttivo per aiutare dentro scuola. 

Ilaria spiega di non essere d’accordo nella modalità con cui sono stati presi i provvedimenti, poiché le note che sono state inserite, si sono basate su un registro in cui i ragazzi esterni venivano segnati con nome e cognome, affiancati dal nome di una studentessa o uno studente del Cavour garante per loro. Questo registro però non richiedeva anche una firma di convalida, per cui in molti casi è stato particolarmente falsato. 
Si dice consapevole che come studenti hanno commesso degli errori ed è giusto che in primis ci si prendano la responsabilità.

Ilaria pensa, che l’obiettivo sia rendere questa riunione costruttiva, rispondere alle domande e rimettere insieme i pezzi. Un gruppo di genitori, non la maggioranza, ha espresso la volontà di sostenere la causa dei provvedimenti, contestando le modalità con cui sono stati presi. Sarebbe utile, per lei, che si arrivasse a una posizione comune come Comitato studenti e genitori, senza divisioni, in modo critico nei confronti della forma con cui sono stati presi i provvedimenti, perché la nota a volte ingiustificata ha generato molta rabbia.
Dichiara di capire la delusione e il risentimento della dirigenza e la difficoltà a riceverli, ma l’essere tagliati fuori dal dialogo educativo li ha rattristati.
Nel momento in cui ci sono dei ruoli di rappresentanza questi ruoli vanno rispettati e crede che si sarebbe evitata tanta confusione se i rappresentati fossero stati convocati. Un confronto come quello avuto lo scorso anno sarebbe stato funzionale e costruttivo.

Interviene Paola Vocca confermando che è giusto fare chiarezza sui provvedimenti. Ci troviamo di fronte ad una scuola che ha subito molti danni, si parla di cifre importanti, un danno all’erario enorme. Pensiamo solo che qualche mese fa non si riuscivano a trovare le risorse per sostenere il contributo di solidarietà per le gite scolastiche.
Le rappresentanze hanno ragione nel cercare il dialogo ma la preside aveva avvisato tutti che avrebbe alzato un muro. 
La cosa che le preme è avere la sicurezza che il prossimo anno non accada la stessa cosa, che non ci si trovi più in una situazione del genere. L’anno scorso si è parlato, analizzato, vissuto la drammaticità di quell’evento non immaginando minimamente che quest’anno sarebbe stato ancora più drammatico. Vorrebbe delle posizioni più nette dagli studenti, per evitare che succeda in futuro.
Come intendono contribuire gli studenti? Molti genitori si aspettano una presa di posizione perché dopo il comunicato di disoccupazione, alquanto discutibile, non ci sono state altre comunicazioni. 

Ilaria risponde che i rappresentati passeranno per le classi chiedendo una colletta agli studenti, poi si sta pensando di organizzare una festa di istituto e piccole azioni di raccolta fondi attraverso la vendita di felpe e altro. Le autodenunce che chiederanno, vogliono avere un taglio educativo di responsabilità e presa di coscienza, ne vogliono discutere con la dirigente a cui chiedere di assicurare che i nomi raccolti non verranno travolti da denunce penali, in modo che coloro che vorranno autodenunciarsi lo facciano serenamente. L’idea è che il provvedimento non sia fine a se stesso, ma sia qualcosa di produttivo, come abbellire la scuola, per esempio con opere d’arte nelle classi, una attività che possa creare qualcosa di bello. 
Per quando riguarda la presa di posizione, il Comitato degli studenti ne discuterà domani ma la situazione è alquanto complessa. Alcune componenti scolastiche, tra cui il Collettivo, hanno preso una posizione di condanna ai risultati dell’occupazione piuttosto che all’occupazione stessa. Il Comitato studentesco potrebbe seguire questo passo. Non possiamo infatti essere contro l’occupazione in se stessa perché la comunità del Cavour ha votato a favore.
Si sta parlando di aderire a una lettera scritta da alcuni genitori riguardo alle modalità con cui sono state messe le note e di scusarsi con la dirigente, i docenti e la comunità studentesca per i danni causati.

Prende la parola Cinzia Tedesco per chiedere quali sono gli elementi contestati dell’autogestione. Ilaria risponde che il primo documento sottoposto alla dirigente era stato totalmente accettato ma essendo l’autogestione facente parte della didattica andava sottoposto al collegio docenti. In questa sede è stato modificato in alcuni passaggi, tra cui la sorveglianza passata da un servizio d’ordine fatto dagli studenti ad una sorveglianza attiva del personale, da interrogazioni volontarie in caso di carenze e recuperi ad interrogazioni obbligatorie. 

Un altro genitore rappresentante prende la parola per chiedere chi ha firmato il comunicato di disoccupazione in cui i genitori venivano additati di aver raccontato falsità sui danni e su cosa accadeva all’interno della scuola durante l’occupazione. Questa cosa ha creato una grossa frattura tra i genitori, tra chi difendeva e chi accusava. E in molti si sono sentiti feriti e presi in giro.

Paola Vocca dà la parola a Emanuele Santoni, rappresentante di istituto degli studenti.

Emanuele inizia facendo una precisazione: la cifra di 80 000 euro comunicata da una associazione studentesca non è certa. La scuola ha confermato solo i 15 000 euro di danni all’attrezzatura elettronica, ma alcuni di questi erano già presenti. Si sta cercando un colloquio con la dirigente per discutere di questo tema e capire come muoversi di conseguenza.
Emanuele esprime la sua posizione personale sul ruolo che la scuola dovrebbe avere, anche e soprattutto in questo momento, volto alla formazione e a far capire a chi ha sbagliato cosa ha sbagliato. Bisogna fare una distinzione tra i ruoli che le persone hanno avuto in occupazione e si augura che sia fatto. 
Ci racconta di essere stato presente tutti i giorni eppure senza vandalizzare, e il suo ruolo è stato sempre quello, a volte difficile, di costruire e limitare i danni. Nella comunità scolastica c’e chi ha partecipato passivamente non seguendo corsi, chi ha partecipato distruggendo la infrastruttura scolastica e chi non ha proprio partecipato. 
In base ai diversi ruoli presi, bisognerebbe prendere dei provvedimenti diversi. 
Le responsabilità sono di tutti anche di chi ha partecipato in maniera costruttiva e di questo sono pronti a farsene carico.
Non potevano fermare chi faceva i danni, sia perché la maggior parte avvenivano di notte, sia perché avrebbero dovuto fermarli con la forza, e sono pur sempre i loro compagni.
Ci dice che è una grande frustrazione sapere che alcuni non riescono ancora a capire gli errori che hanno compiuto. Ma la risposta non è né la violenza né la repressione, ma una presa di posizione da parte della scuola un pò più positiva, che finora è mancata.

Anche Emanuele è d’accordo con la proposta di Ilaria dell’autodenuncia ma vorrebbe che all’interno di questa denuncia fossero distinti bene i ruoli avuti durante l’occupazione. 
Come rappresentante di istituto il suo impegno personale, che è anche un impegno politico, è che l’anno prossimo se si parlerà di occupazione non dovrà essere di questo tipo, senza delle motivazioni concrete e una protesta politica, in quel caso sarà meglio che non sia fatta. Il loro obiettivo e di tutte le componenti della scuola sarà proprio quello di coinvolgere quei pochi che non si confrontano con l’interesse della scuola, né con gli studenti, né con i professori né con la dirigenza. Si deve intervenire per sensibilizzare e si dichiara convinto che se questi soggetti avessero avuto la possibilità di confrontarsi con tutte le componenti si sarebbero resi conto della gravità delle loro azioni.

Emanuele riporta la sua esperienza relativamente al registro delle presenze per confermare quanto sia una prova parziale. Nonostante abbia partecipato, deliberatamente non ha mai fatto entrare nessuno eppure il suo nome era scritto all’interno del registro, perché conosciuto come Rappresentante di istituto e al di fuori della scuola. Chi stava all’entrata non ha verificato, non lo ha chiamato, non lo ha fatto né firmare né garantire per chi è entrato a suo nome. 
Ringrazia per l’ascolto perché questo è veramente un momento importante.

Interviene Ilaria Vinattieri per rispondere sul comunicato di fine occupazione. 
In realtà si trattava di una email alla dirigente girata poi ai genitori, quindi non un vero e proprio comunicato, e comprende il disappunto per la “presa in giro” ma in quel momento chi stava disoccupando si sentiva di scrivere quanto è stato scritto. 
Nel momento in cui l’occupazione è stata firmata come comunità studentesca del Cavour anche quel comunicato è stato firmato nello stesso modo.
Per quanto riguarda la richiesta di denunciare chi ha fatto i danni, Ilaria pensa che sia veramente importante che queste persone prendano l’iniziativa di autodenunciarsi, per due motivi principali:

  • È la cosa più produttiva e costruttiva;
  • Denunciare i compagni di classe non è funzionale ma comporterebbe una spaccatura verso la comunità studentesca. 

A livello studentesco non è così facile e chiede di capire che se un compagno di classe venisse denunciato sarebbe solo motivo di litigio invece che di crescita personale.

Le è stato chiesto: “Se fosse stata casa tua, avresti fermato i vandali?”
Risponde che il Cavour è più casa sua di casa sua, è li tutti i giorni dedicandosi per tanto tempo. Se fossero riusciti avrebbero fermato i vandali, ma è veramente complicato competere con persone che durante la notte, quando gli altri dormono, rompono, per esempio, gli estintori.

Prende la parola Maria Claudia Benincà. La prima domanda che pone è per sapere perché non si è collegato alla riunione anche il quarto rappresentante di istituto degli studenti. Ovviamente è una assenza che pesa nel dibattito.
La domanda principale si riaggancia a quanto già in parte detto da Emanuele, sul come stanno gestendo questa non presa di responsabilità. Le persone che hanno commesso gli errori e non hanno capito, l’impossibilità di denunciare un compagno, ma anche aver lasciato in giro prove di ogni tipo, dal registro alle foto, dal rendere noto all’esterno chi era all’interno, ha permesso di usare i nomi per le note. Ciò che è successo è gravissimo e la scuola non poteva non rispondere.
Continua raccontando il suo dolore entrando a scuola il giorno della disoccupazione. Le lacrime  per ciò che stava vedendo, cosa che non le era mai capitata. Lo sgomento sulle facce dei ragazzi che erano li, inermi. Dunque per questo chiede ai ragazzi, come noi genitori possiamo dare una mano rispetto al trovare una soluzione adatta a tutti, un aiuto che non può essere solo la critica ad aver preso la nota.
Maria Claudia si dice d’accordo sull’aiutare e proteggere i ragazzi ma non vuole far passare l’impunità di atti gravi, soprattutto se chi le ha commesse non ha proprio la percezione di cosa abbia combinato. La democrazia di cui si parla quando si dice che l’occupazione è stata votata, è una sciocchezza perché far votare le prime classi con 30 alunni e i quinti con 14 alunni è ovviamente fallimentare. Chiede se hanno ragionato su questa cosa e dove li ha portati il ragionamento perché ad oggi non si è capito.
Prosegue dicendo che l’occupazione è sempre fallimentare quando non ci si prende la responsabilità delle cose che si fanno. E’ un reato penale e se necessario rischi. Chiede se i ragazzi hanno capito quali sono stati gli errori che hanno portato a questa distruzione.

Risponde Mattia Maseroli, rappresentate di Istituto. Ci dice che su questo tema, già affrontato a lungo con Maria Claudia, continua ad arrovellarsi e non è facile trovare la sintesi.
Alla domanda: “Qual è stato l’errore?” Risponde che gli errori sono stati tantissimi, e vanno alle radici di questa occupazione.
Partita dalla volontà di determinati gruppi di scuola, che prendendo a pretesto alcuni comportamenti della preside, si sono sentiti, come raccontava Ilaria, presi in giro, ma anche di non accettare l’autogestione, quasi a priori e quindi di OCCUPARE scuola PER OCCUPARE  scuola. Dichiara che questo è il suo pensiero personale, la sua analisi, che non tutti condividono.
Questa occupazione già dalle premesse non poteva svilupparsi bene, proprio perché era una volontà quasi cieca, sicuramente derivata da un forte disagio che esiste. Non è da giustificare ma bisogna prendere consapevolezza che esiste qualcosa che genera malessere, che si è manifestato in un modo crudele e cruento, che ha distrutto l’ambiente pubblico, distrutto la scuola di tutte e tutti gli studenti andando a svantaggio di altri.
Ribadisce inoltre che quanto già detto da Emanuele e Ilaria, cioè che con i loro mezzi hanno provato a bloccare la deriva, prima di tutto cercando di opporsi all’occupazione poi restando li, come ha detto Emanuele dedicandosi alla riqualifica, ai corsi e cercando di far funzionare le cose.
Sicuramente si poteva fare di più e meglio, ma i mezzi erano limitati, ma si è fatto lo stesso benché fallendo. Tuttora si continua a ragionare.

“Perché non avete appoggiato la lettera che qualcuno ha provato a scrivere per bloccare l’occupazione?”
Mattia contestualizza il momento. Erano a metà dell’occupazione. Hanno deciso di entrare nel processo di redazione di una lettera, ma c’è stato uno scontro a livello ideologico. Una parte degli studenti voleva staccarsi completamente e scrivere una lettera con nome e cognome per dire di non essere d’accordo con questa scuola, un’altra parte invece non era d’accordo con questi mezzi ma voleva provare a  risolvere cercando di fare una analisi completa e critica della situazione. Alla fine non si è giunti ad una quadra.

Viene chiesto “Potresti elencare i disagi?”
Mattia risponde che pur non provando disagio, è palese che esistano, anche se non riesce a indicare i motivi. Ma non trova corretto usare questo motivo per giustificare determinati comportamenti.
Ritiene importante che nella riunione del Comitato di domani le persone si autodenuncino, per presa di consapevolezza di quei comportamenti efferati e crudeli nei confronti della nostra scuola.
Nel momento in cui il processo è stato fatto a determinati studenti in modo sommario, e sono stati messi sullo stesso piano studenti che non c’entravano niente con l’occupazione, ma comparivano nel registro semplicemente perché sono conosciuti e studenti che invece hanno fatto i danni, possiamo e riteniamo necessario anche rivolgerci all’Organo di garanzia interno alla scuola essendo lo strumento che deve regolamentare questo genere di cose per capire quali di queste note siano effettivamente  autentiche, e quindi quali di queste persone sono tacciate di aver partecipato all’occupazione per dati reali e quali invece per il presunto registro. 

Interviene Ilaria per chiarire che i motivi del malessere si possono ricercare nelle infrastrutture decadenti, nel rapporto di poco ascolto dei prof, nei programmi rimasti fermi agli anni 80, nell’impossibilità di uno sportello ascolto aperto a tutti per la disponibilità di sole 2 ore a settimana della psicologa, nella mancanza di confronto e dialogo. I problemi esistono, ci sono modalità diverse per esprimerle e portarle alla luce.

Emanuele Santoni interviene nuovamente dicendo che riconosce un grande problema quello di essere stati troppo delegittimati come rappresentanti. Questo ha creato confusione, ha creato contenitori illegittimi, ha dato voce a persone che contavano per pochi e non per tutta scuola. 
Questo è un altro motivo che si va a sommare a tutto il processo che ha portato all’occupazione e ai risultati che conosciamo. In più gli è mancato il supporto di tutti quelli che non volevano occupare. Non si sono mai posti fermamente contrari e non hanno mai partecipato alle assemblee non hanno alzato la voce, non hanno difeso la scuola.

Paola Vocca ringrazia i ragazzi che stanno dimostrando una grossa maturità, restando centrati mentre vengono travolti dalle domande.

Una rappresentante di prima chiede se i ragazzi presenti sono in contatto con le altre scuole di Roma che hanno occupato e se è andata così male anche a loro.

Un genitore di prima interviene con una riflessione. In molti sono andati anche tutti i giorni a scuola durante l’occupazione. Il prendersi cura del proprio posto, la scuola in questo caso, è una esperienza straordinaria che i ragazzi hanno provato a fare. Per lui ha più responsabilità chi non è andato mai, rispetto a chi è andato ad interrogarsi, a relazionarsi, a cercare di dar voce a quei disagi che altro non sono che ciò che gli studenti dichiarano da anni.
Domanda: “rispetto a quelli che erano gli obiettivi che cosa siete riusciti ad ottenere qual è la cosa su cui potete dire di essere cresciuti o no?”
Come genitori ci siamo e ci saremo sempre ma la relazione nella scuola è qualcosa che si devono gestire gli studenti, perché è la loro casa, è il loro percorso di crescita e devono imparare anche a capire come fare.
Per quanto riguarda i danni gravi che ci sono stati, e ancor più le pittografie, confermano che chi li ha fatti non è assolutamente in linea con quel costruire e prendersi cura di cui i ragazzi oggi ci hanno parlato.
Chiede di pensare se invece di una richiesta di autodenuncia sia meglio ricostruire i rapporti domandandosi come riprendere un ragionamento collettivo con tutti gli studenti per capire dove si è sbagliato, che cosa si poteva fare di meglio, che cosa non si deve ripetere. 

Replica Ilaria Vinattieri che per quanto riguarda i danni dichiara di non avere una cifra ufficiale.
Lei è la rappresentanza studentesca nell’Organo di garanzia. I ricorsi vanno presentati singolarmente ma si proporranno con un unico testo in modo che saranno con la stessa motivazione. 
I genitori possono aiutarli agendo insieme e condannando questi danni in generale, ma anche chiedendo provvedimenti giusti.
Spera che ci saranno altri momenti di confronto più sereni e condivide con l’assemblea la sua idea di affrontare le problematiche. Tutti i progetti portati avanti come studenti, dalle proposte in CdI alle manifestazioni sotto scuola, sono il loro modo, forse tra le poche scuole a Roma, di esprimere i propri disagi con idee e proposte.
Questa estate hanno partecipato al bando “Scuole Aperte” ed è stato vinto, questo terrà la scuola aperta per tutti i pomeriggi del pentamestre probabilmente dal 6 febbraio. Lo hanno scritto inserendo tanti dei temi che trovano complicati e scomodi e questo risponde a chi crede che gli studenti siano capaci di fare solo occupazione. L’occupazione di quest’anno non è stata produttiva, ci sono stati tanti errori, ma assicura che le cose produttive in questa scuola vengono fatte. 
Tra le attività che si è pensato di intraprendere in questi pomeriggi aperti al Cavour un percorso di cittadinanza attiva e uno in particolare sul femminismo e sul transfemminismo, in vista della giornata a marzo contro la violenza sulle donne.
Per quanto riguarda l’occupazione nelle altre scuole, conferma che sono state occupate altre scuole con cui hanno rapporti e conferma che non tutte sono state così distruttive come quella di quest’anno.

Un genitore di prima dichiara di aver spinto lui stesso il figlio a partecipare alla settimana dell’occupazione perché è una esperienza straordinaria. 
Ha partecipato due mattine e un pomeriggio facendo entrare la fidanzatina di 14 anni e per questo ha posto il suo nome sul registro delle presenze.
Si dichiara  rammaricato di non aver potuto ascoltare la componente studentesca che si è fatta promotrice dell’occupazione, non conosce le motivazioni di questa assenza, sarebbe stato bello sentire anche quella parte. Ritiene che al di la della deprecabile conclusione di questa occupazione, momenti di questo tipo servano ai ragazzi per crescere per confrontarsi con i più grandi. Chiede come si pongono tutte le componenti degli organi collegiali del Liceo rispetto alle modalità autoritarie e sommarie con le quali la dirigente scolastica ha comminato provvedimenti disciplinari a studenti presi a caso, senza differenziare responsabilità oggettive e soggettive degli stessi, violando tutte le norme previste dal Regolamento di istituto e soprattutto come ci si porrà come gruppo se a questi provvedimenti dovessero seguire delle sanzioni disciplinari. 

Ilaria ribadisce che la componente studentesca ha fatto errori grandi e un confronto con la dirigente sarebbe stato gradito, e forse avrebbe evitato i ricorsi.
Spera che anche il Comitato genitori condanni la modalità con cui i provvedimenti sono stati presi e non il provvedimento in se, e si augura di arrivare a firmare un documento condiviso studenti e genitori.

Paola Vocca dichiara come Comitato di non prendere iniziative ma aspetta una azione dei ragazzi. Sarà allora che il Comitato genitori li appoggerà in quelle che riterrà siano posizioni condivise. 

Prende quindi la parola Ulisse D’Ambrosio.
Si presenta e dichiara di essere il più giovane dei rappresentanti, ma ci tiene a  portare avanti il tema di prevenzione, dichiarandosi in prima linea per evitare che l’anno prossimo succeda qualcosa del genere, cioè una occupazione a tutti i costi. 
Bisognerà fare in modo che tra gli studenti ci sia una consapevolezza degli errori fatti quest’anno.

Viene data la parola a Maura Mezzetti in quanto Presidente del Consiglio di Istituto per concludere la seduta.
Sottolinea l’importanza di non dare informazioni che possano generare disordine, come ad esempio la stima dei danni. La dirigente non poteva ricevere nessuno durante gli scrutini, né genitori né studenti, tanto che il primo appuntamento, sia per lei che per la presidente del Comitato genitori, è stato fissato per domani (18 gennaio, ndr).
Pensa che una grande mancanza è stata l’impossibilità per i ragazzi di spiegare le loro ragioni prima degli scrutini. 
Ritiene che come genitore si abbia il diritto, e il dovere, di sapere cosa ha fatto effettivamente il proprio figlio confidando in un confronto con la scuola. Per questo ci riporta che circa un centinaio di genitori hanno richiesto l’accesso agli atti per capire quali sono stati i motivi con cui si sono selezionati questi 200 ragazzi. 
Racconta di un forte smarrimento per una certa quota di genitori, che hanno percepito un vuoto informativo che si sta cercando, insieme, di colmare. 
Per questo motivo è stata scritta una lettera che verrà condivisa tra le classi con la speranza che venga firmata da tutti con la stessa solidarietà mostrata da alcune classi con lettere mirate.
Si augura che per fare procedere i ragazzi all’autodenuncia non siano i genitori ad intervenire quanto piuttosto la dirigente. 
Invita a lasciare che sia la scuola a prendere le decisioni.

Paola Vocca ringrazia Maura Mezzetti ma viene interrotta da Ilaria che sottolinea che le note sono state messe non dai docenti ma dalla preside e quindi occorre chiedere a lei spiegazioni.

La presidente del Comitato Genitori rilancia sottolineando che ci vuole chiarezza ed è per questo che il Comitato voleva ascoltare tutte le componenti. Una delle prime domande da porre alla preside  sarà il motivo per cui le note non sono state messe dai docenti. Perché il collegio docenti non era in parte d’accordo come dichiara Ilaria. Sicuramente la mancata comunicazione non ha aiutato, ma da quando i ragazzi sono tornati a scuola, non c’è stato un momento, prima degli scrutini, per confrontarsi. Molti consigli di classe si sono riuniti immediatamente dopo il rientro e i verbali erano dunque già chiusi ed era impossibile intervenire.
Sarà sua cura continuare ad ascoltare tutti, oggi i ragazzi, nei prossimi giorni la Dirigente, per tirare le somme. Le ingerenze da parte dei genitori non hanno aiutato il dialogo, la nota non era un elemento discrezionale per far pagare i danni.
Condivide con l’assemblea la difficoltà emotiva con cui ha vissuto questo periodo tormentato. 
Si sta cercando di fermare questo livore, per permettere a questi splendidi ragazzi di riprendere quanto più serenamente possibile il dialogo.
Ringrazia veramente di cuore i ragazzi da parte di tutti. Come Comitato dichiara la piena disponibilità per tentare il più possibile di sostenere le loro battaglie cercando di sanare questa ferita. “Esistiamo per voi”.

Terza Assemblea del Comitato Genitori – 31 gennaio 2023

Martedì 31 gennaio 2023, dalle ore 17,30 alle ore 19,30, si terrà la Terza Assemblea del Comitato Genitori per il corrente anno scolastico, a cui è stata invitata la Dirigente scolasticacon il seguente ordine del giorno:

  • Rapporti con gli studenti
  • Valutazioni post-occupazione
  • .Comunicazione scuola – famiglie
  • Ora di religione
  • Continuità didattica
  • Orientamento in uscita
  • Viaggi di istruzione
  • Iniziative della scuola per la transizione ecologica
  • Privacy piattaforma GSuite
  • Regolamento di istituto

L’Assemblea si svolgerà on line sulla piattaforma Microsoft Teams, che i ragazzi già utilizzano per le Assemblee di Istituto, ed è aperta a tutti i genitori. Invitiamo tutti i rappresentanti genitori ad essere presenti.

Per collegarsi occorrerà cliccare sul link che verrà inviato ai rappresentanti dei genitori esclusivamente via mail che lo inoltreranno alle rispettive classi. 

La capienza massima richiesta dalla piattaforma è di 250 persone.

Consigliamo di attenersi alle regole di una sana discussione e invitiamo tutti i partecipanti a rispettare l’ordine del giorno e in caso di domande, previa alzata di mano, aspettare il proprio turno prima di parlare. 

Vi aspettiamo numerosi. 

Seconda Assemblea del Comitato Genitori – Martedì 17 gennaio 2023

Martedì 17 gennaio 2023, dalle ore 17,45 alle ore 19,00, si terrà la Seconda Assemblea del Comitato Genitori per il corrente anno scolastico, con carattere straordinario, a cui sono invitate le rappresentanze studentesche, con il seguente ordine del giorno:

  • motivazioni e conseguenze della passata occupazione.

L’Assemblea si svolgerà on line sulla piattaforma Google Meet e per collegarsi occorre cliccare sul link che verrà inviato ai rappresentanti dei genitori esclusivamente via mail.

Per motivi tecnici la partecipazione è limitata ad un numero limitato di persone. I rappresentanti di classe che siano impossibilitati a partecipare, possono delegare un altro genitore, girandogli il link. La partecipazione è comunque limitata a 2 genitori per classe oltre i propri rappresentanti per non superare la capienza richiesta dalla piattaforma.

Sintesi del verbale dell’assemblea del comitato genitori del 24 novembre 2022

In data 24 novembre 2022, dalle ore 17,00 alle ore 19,00, si è svolta la Prima Assemblea del Comitato Genitori del Liceo Cavour per il corrente anno scolastico, avente il seguente ordine del giorno:

  • Elezione del gruppo di coordinamento: presentazione delle candidature e votazioni;
  • Predisposizione di un elenco di argomenti da discutere con la DS in una successiva Assemblea che vedrà la sua presenza.

La riunione si è svolta online sulla piattaforma Google Meet messa a disposizione dalla scuola. Alla riunione erano presenti per il Comitato Genitori Paola Vocca (Presidente uscente), Francesca De Dominicis (Segretario uscente) e i coordinatori uscenti Stefania Aquilino e Cinzia Tedesco, e per il Consiglio di Istituto, Maura Mezzetti (presidente) e la consigliera Maria Claudia Benincà. Nel momento di massima partecipazione erano presenti 47 genitori, tra rappresentanti al Consiglio di classe e genitori in rappresentanza di 31 classi su 47. 

La presidente uscente Paola Vocca inizia la discussione dal primo punto all’ordine del giorno, l’elezione del nuovo gruppo di lavoro e coordinamento del Comitato Genitori. 

Ricorda che il gruppo in carica ad oggi è composto da: Paola Vocca (presidente), Francesca De Dominicis (segretario), Stefania Aquilino (coordinatrice), Cinzia Tedesco (coordinatrice).

Paola Vocca ricorda che questa formazione ha lavorato molto bene e in maniera coesa. Era una esperienza nuova e il primo anno ci ha dato soddisfazioni. Tra le prime cose portate a segno il Regolamento chat  per dare una organizzazione al gruppo whatsapp che per sua natura potrebbe perdere il filo della discussione. La chat si è rivelata da sempre uno strumento molto importante per la comunicazione, lo è stato nel momento cruciare della pandemia, è molto importante per accogliere i genitori delle prime e per rispondere nei bisogni immediati. E’ uno strumento prettamente informativo, e Paola Vocca ricorda che per comunicazioni più articolate esistono altri due strumenti che si invita a frequentare, la mailing list (congencavour@gmail.com), e il sito che raccoglie verbali e FAQ di facile consultazione. Spesso a molte delle domande si sono date già delle risposte.

Altra attività fondamentale svolta lo scorso anno è stata quella di raccogliere le “domande frequenti”, che sono state poste alla Preside e a cui lei ha dato risposta. Abbiamo incontrato la DS un paio volte in assemblea e in un incontro ristretto, in cui le abbiamo sottoposto le domande raccolte tra i rappresentanti dei genitori. Dal confronto è scaturita la raccolta di FAQ, alcune delle quali sono ormai superate perché riguardavano la gestione della pandemia.

Nell’anno di lavoro abbiamo contribuito alla definizione delle linee guida del contributo volontario. Un lavoro di proposte sull’uso del contributo discusso in assemblea con la DS, che ha poi portato alla redazione da parte dei consiglieri della componente genitori al Cdi di un documento da sottoporre all’attenzione del Consiglio di Istituto. 

Ogni anno il direttivo del Comitato Genitori decade e viene effettuata una nuova elezione durante una assemblea, indetta immediatamente dopo l’elezione dei rappresentanti genitori ai Consigli di classe.

Paola Vocca ricorda che questo gruppo di lavoro, primus inter pares, non comanda nulla ma è solo di coordinamento tra i rappresentanti di classe dei genitori per non disperdere le informazioni. Non si hanno risposte definitive, è sempre necessario chiedere e non sempre è possibile avere risposte. Si è notato una certa difficoltà a capire i ruoli, durante le interazioni in chat, in qualità di quale organo si esprimevano i componenti del direttivo. E’ questo il momento per poter conoscere i componenti che si candidano.

Paola Vocca chiede nuovamente se ci sono candidature, sollecitate più volte nei giorni scorsi. Sottolinea che il Comitato ha funzionato perché è stato costruito come un gruppo di lavoro, un team in cui c’è sempre stato un rapporto di rispetto e consapevolezza verso le competenze di ognuna. Ricorda che nessuno viene pagato per questo ruolo, è un lavoro su base volontaria che a volte toglie molto tempo al proprio.

Paola Vocca conclude riproponendo il gruppo in essere, ma in virtù del fatto che già dal prossimo anno qualcuno dovrà o vorrà lasciare (Stefania Aquilino è la prima non eletta al Consiglio di istituto e subentrerà a Maria Claudia Benincà in CdI) ci si vorrebbe avvantaggiare aggiungendo altri due elementi a supporto del coordinatori. E’ un giusto compromesso per cominciare a prendere confidenza avendo un ruolo all’interno del Comitato, e non solo guardando dall’esterno.

Sappiamo che lo statuto prevede 2 coordinatori oltre a presidente e segretario ma è possibile inserire gruppi di lavoro specifici. Così abbiamo inserito al gruppo esistente come coordinatrici di supporto: Maria Chiara Petrassi (1G e 5G), Sonia Biondi (1G).

Paola Vocca rilevata l’assenza di altre candidature chiede di votare per la lista appena presentata.
All’unanimità dei presenti aventi diritto al voto, la lista è approvata.

Il nuovo direttivo del Comitato Genitori è così composto:

  • Paola Vocca (presidente)
  • Francesca De Dominicis (segretario)
  • Stefania Aquilino (coordinatrice)
  • Cinzia Tedesco (coordinatrice)
  • Maria Chiara Petrassi (coordinatrice di supporto) 
  • Sonia Biondi (coordinatrice di supporto)

Il secondo punto all’ordine del giorno sarebbe consistito nella raccolta di una serie di temi/problemi da sottoporre all’attenzione della Dirigente scolastica, che sarebbe stata invitata nella prossima assemblea del Comitato.

L’ordine del giorno ha però subito una variazione poiché si è reso necessario focalizzare l’attenzione su un tema particolarmente sensibile per tutta la comunità scolastica.

Subito dopo la votazione e la proclamazione del nuovo direttivo e gruppo di lavoro, è stato integrato l’odg con interventi a favore e sostegno del caso salito alle cronache dei giornali e che ha portato il nostro Liceo al centro di gravi episodi di discriminazione.

La comunità dei genitori, sulla scia di quanto fatto dagli studenti nei giorni immediatamente successivi all’episodio, si sono stretti intorno al ragazzo, protagonista suo malgrado, e alla sua famiglia.

Dopo una lunghissima discussione che ha occupato tutta la restante parte dell’assemblea, si è deciso di manifestare la volontà, quasi unanime, volta ad esplicitare questa vicinanza alla famiglia, comunicandola alla Dirigente scolastica. 

Non essendoci più ne’ il tempo ne’ la lucidità mentale di discutere degli altri argomenti si rimanda il secondo tema in odg alla prossima assemblea e si invitano tutti i genitori a proporre ulteriori argomenti da aggiungere alla lista già in essere.

Alle ore 19 la riunione si chiude.

Prima Assemblea del Comitato Genitori – Giovedì 24 novembre 2022

Giovedì 24 novembre 2022, dalle ore 17,00 alle ore 19,00, si terrà la Prima Assemblea del Comitato Genitori per il corrente anno scolastico con il seguente ordine del giorno:

  • Elezione del gruppo di coordinamento: presentazione delle candidature e votazioni;
  • Predisposizione di un elenco di argomenti da discutere con la DS in una successiva Assemblea che vedrà la sua presenza.

L’Assemblea si svolgerà on line sulla piattaforma Google Meet e per collegarsi occorre cliccare sul link che verrà inviato ai rappresentanti dei genitori esclusivamente via mail.

Per motivi tecnici la partecipazione è limitata ad un numero max di 100 persone. I rappresentanti di classe che siano impossibilitati a partecipare, possono delegare un altro genitore, girandogli il link. La partecipazione è comunque limitata a 2 genitori per classe oltre i rappresentanti.

Riassunto Incontro formativo su “Outdoor Education, come orientamento pedagogico per il benessere e la qualità della didattica”

Qualche giorno fa il nostro Liceo ha ospitato un bellissimo incontro formativo su “Outdoor Education, come orientamento pedagogico per il benessere e la qualità della didattica” a cura del prof. Roberto Farné. 
Aperto a docenti, studenti e genitori, ha partecipato per il Comitato Genitori la nostra Stefania Aquilino che ci riporta un breve riassunto del pomeriggio che volentieri pubblichiamo.

L’incontro che si è tenuto l’8 novembre sull’Outdoor Education ha avuto come relatore il prof Roberto Farné, pedagogista, prof all’università di Bologna (già ordinario di didattica generale), ora prof a contratto presso il dipartimento di Scienze per la qualità della vita.
Il prof Farné è uno dei maggiori sostenitori dell’Outdoor Education e molte sono le sue pubblicazioni a riguardo.
Il tema affrontato è stato “Outdoor Education come orientamento pedagogico per il benessere e la qualità della didattica”.
L’incipit, anche in maniera provocatoria, è stato che la scuola, oggi, produce malessere, sia per gli studenti che per i docenti, i primi per una scuola sempre più competitiva, i secondi perché stressati dal dover finire i programmi, fare verifiche e valutare gli studenti.
Il focus, l’obiettivo dovrebbe essere la ricerca del benessere, della gioia nell’insegnare e nell’apprendere e, in questo, un ruolo importante può essere svolto dall’Outdoor Education.
Il prof con lo sguardo rivolto soprattutto ai ragazzi ha parlato di una vera e propria “espropriazione dell’ambiente esterno” che comporta forti danni nella formazione.
Le vecchie generazioni hanno passato gran parte della loro vita in strada, a giocare, a passare il loro tempo libero, sperimentando e imparando dallo stare all’aperto.
Le generazioni attuali passano la maggior parte del loro tempo al chiuso (nelle aule, in casa, in macchina) e mostrano forti fragilità sia psicofisiche che emotive.
Non a caso c’è un alto numero di BES all’interno della scuola e il prof Farné collega queste difficoltà con le mancate esperienze fatte all’aperto.
Questa condizione di vita pesa sulla qualità dell’apprendimento, che deve essere preponderante rispetto all’insegnamento.
Per fare questo, la scuola dovrebbe essere “ecologica“ nelle sue condizioni ambientali e “sostenibile “nel bilancio tra apprendimento e insegnamento.
L’insegnante dovrebbe cambiare la sua postura didattica, fare Outdoor Education non significa traslare, all’esterno, la lezione tradizionale fatta in classe, ma fare in modo che i ragazzi siano parte attiva, sono loro a dover essere al centro dell’attenzione (il prof gli sta affianco o dietro, non davanti) la lezione nasce dalle domande che i ragazzi fanno, non è una lezione classica, tutti i canoni di riferimento sono stravolti e al centro di tutto c’è l’apprendimento, l’insegnante è secondario, perché l’apprendimento è naturale, l’insegnamento no.
Osservando la natura si può notare che l’apprendimento biologico è di 2 tipi: uno per imitazione (il leone insegna al leoncino come si caccia), l’altro per tentativi ed errori (provo e riprovo, cambiando metodo, fino a che non arrivo all’obiettivo).
Solo rendendo gli studenti attivi, solo stimolandoli a fargli venire la voglia di imparare, si può puntare al loro benessere  e cosi facendo si punta alla qualità della didattica.
I ragazzi con le loro domande provocano e rilanciano per costruire una lezione nuova, diversa dalla lezione frontale svolta in classe.
Il prof Farné parla di un apprendimento che va sfidato e nel quale i ragazzi sono i protagonisti.
L’Outdoor Education si basa sui Campi di Esperienza (che nascono nella scuola dell’infanzia), dove i bambini esplorano continuamente la realtà e imparano a riflettere sulle proprie esperienze, descrivendole, rappresentandole, riorganizzandole, ognuno con un suo criterio.
Si parte dalla scuola dell’infanzia, dove il bambino corre, si muove nello spazio, si sporca, lavora con la pasta di sale… e si arriva alla scuola superiore dove ci si dimentica di avere un corpo (che rimane fermo in un banco) e si usa solo ed esclusivamente la testa/ il cervello.
Invece è importante anche il lato emotivo/emozionale e ciò che si apprende con il corpo.
L’ Outdoor Education valorizza l’ambiente esterno come ambiente di apprendimento, l’ambiente esterno è il normale ambiente di vita, che diventa elemento da cui imparare. Ogni luogo, senza distinzione, può diventare stimolo per l’apprendimento.
Ovviamente questo nuovo concetto dell’insegnamento non va a sostituire, tout court, l’insegnamento tradizionale, ma lo affianca ed è importante che ciò venga fatto.
Fondamentale è che sia il docente a partire, per innescare questo circolo virtuoso, ma questa svolta va fatta assieme ai ragazzi, che vanno responsabilizzati.
I docenti dovrebbero insegnare l’aiuto reciproco e accompagnare i ragazzi a costruire le proprie capacità, questo significa abbandonare il nozionismo e incentivare l’empowerment, che è un processo di crescita basato sull’incremento dell’ autostima e dell’autoefficienza.
Il prof Farné invita ad una provocazione rispetto all’insegnamento tradizionale, poiché il concetto di scuola tradizionale non funziona più, bisogna lavorare in questa direzione per migliorare la qualità scolastica.
In questo quadro bisogna rivedere le categorie dello spazio e del tempo, dove spazio e tempo devono diventare 2 fattori educativi, lo spazio va rivisto e rivisitato e il tempo deve viaggiare nell’ottica della lentezza.
L’Outdoor Education è per un tempo diverso che predilige la qualità.
Per far questo non esistono delle linee guida o un canovaccio da seguire, occorre sperimentare sul campo e poi condividere l’esperienze al fine di migliorarle.
La dirigente scolastica ha concluso invitando i professori presenti in Aula magna a imboccare questa strada della sperimentazione e della condivisione e questa strada deve portare all’obiettivo di avere non studenti più bravi, ma studenti (e anche docenti) più felici.

Concludo questo riassunto di 2 e 1/2 di seminario con un mio pensiero personale: 
Può essere che studenti (docenti) più felici diventino studenti (docenti) più bravi.

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Ulteriori approfondimenti
https://innovazione.indire.it/avanguardieeducative/outdoor-education

Elezioni dei rappresentanti dei genitori ai Consigli di Classe

Giovedì 27 ottobre, dalle ore 15,30 alle ore 17,30 si svolgeranno in presenza nei locali della scuola le elezioni per il rinnovo dei consigli di classe della componente genitori.

I genitori dovranno recarsi nelle aule indicate nella tabella inserita nella circolare n. 82, che riportiamo qui per comodità:

Al fine di aggiornare la mailing list e la chat Whatsapp del Comitato Genitori, non appena saranno resi noti i risultati delle elezioni, chiediamo a tutti i rappresentanti delle classi prime e ai rappresentanti neo-eletti delle altre classi di comunicare i propri recapiti a effededo@gmail.com inserendo le seguenti informazioni:

  1. nome e cognome,
  2. classe
  3. indirizzo email
  4. numero di cellulare

N.B: Nel caso di riconferma dei rappresentanti di classe dello scorso anno non è necessaria alcuna comunicazione.

Il Comitato Genitori vi invita a partecipare numerosi e vi ringrazia per la collaborazione.

Integrazione FAQ

In data 28 aprile 2022 si è svolta una riunione, in modalità videoconferenza mediante piattaforma Meet della G-Suite, con la Dirigente Scolastica prof.ssa Claudia Sabatano e la componente Comitato Genitori, Paola Vocca (Presidente), Francesca De Dominicis (Segretaria), Stefania Aquilino (Coordinatrice). Ha partecipato anche Carmine Antonucci, Consigliere d’Istituto componente genitori.

L’incontro è stato richiesto per rispondere ad alcuni quesiti emersi durante le assemblee e nelle discussioni nella chat del Comitato. Come sempre la Dirigente è stata disponibile a parlarne con una ristretta rappresentanza.

Alcuni punti potrebbero essere superati ma abbiamo deciso di pubblicarli comunque, anche se ormai a fine anno, per mantenere memoria. E’ nostra cura far verificare sempre, prima di riportare, quanto dichiarato ed è questo il motivo del ritardo nella pubblicazione dovuto agli impegni della scuola negli ultimi mesi.
Buona lettura.

Report Contributo volontario del 2021 da Conto Consuntivo

Nei prossimi giorni sarà portato il Conto Consuntivo 2021 in Consiglio di istituto per l’approvazione. Verrà successivamente estrapolato un report per dare conto delle voci di spesa. Il conto consuntivo è già stato approvato dai Revisori e dalla Giunta.

Assicurazione integrativa

La DSGA ha rinnovato la polizza assicurativa estendendola per coprire anche le uscite in outdoor education. Verrà inviato un estratto della polizza con le informazioni relative alle condizioni.

Orientamento in uscita

Nel progetto della DS di dare corpo ad una organizzazione più strutturata del Liceo c’è l’idea di collegare la fiera dei PCTO con l’Orientamento in uscita. Dovranno essere armonizzati in maniera tale che la scelta dell’uno sia propedeutica alla scelta futura.

Purtroppo quest’anno la fiera si è svolta on line e la parte della valutazione va perfezionata.
La professoressa Marina Capone è referente per entrambi i progetti.

Il progetto di riorganizzazione dovrebbe partire da una Commissione composta da due rappresentanti dei genitori, due studenti e due professori e un coordinatore scelto tra i docenti, con l’obiettivo di coinvolgere già dal terzo anno gli studenti in tutto il percorso di orientamento.

Tra le proposte c’è quella di organizzare degli incontri con gli ex studenti del Liceo, che frequentano il primo e secondo anno di università, in cui si possa discutere della vita di Ateneo.

L’incontro con i grandi Atenei, La Sapienza, Tor Vergata e RomaTre, deve essere strutturato, e gli incontri con i responsabili di facoltà potrebbero avvenire in forma di visiting, con simulazioni di una giornata tipo.

L’orientamento potrebbe riguardare tutte le professionalità coinvolgendo i genitori del liceo che hanno contatti con gli ordini professionali, e anche condividere l’esperienza di un professionista che ha scelto un ateneo piuttosto che un altro.

Auletta autogestita

Anche se convenzionalmente sino ad ora era stato concesso l’utilizzo durante l’orario scolastico, il piano di norme che regolamenta la scuola stabilisce che non è possibile utilizzarla durante le lezioni. Per esempio nel caso di assenza di un professore, uno studente non può abbandonare la classe: esiste l’obbligo di sorveglianza da parte dei collaboratori scolastici. Se dovesse accadere qualcosa ad uno studente sarebbero responsabili penalmente e civilmente i docenti e i collaboratori che non si sono attenuti alla norma.

Il regolamento di utilizzo è stato redatto e le chiavi consegnate ad un rappresentante maggiorenne. Cadute le restrizioni dovute al Covid, l’uso della auletta potrà avvenire fuori dall’orario scolastico.

Progetto PCTO RIMUN

Quando, nonostante la situazione epidemiologica, si è deciso di far partire una delegazione per Lubecca, la professoressa Perrotta che si è incaricata dell’organizzazione ha chiesto alla Preside l’autorizzazione a far partire un paio di studenti. Si poneva il problema di chi li avrebbe accompagnati, in quanto non c’era alcun professore del Cavour che avrebbe svolto questo compito. Gli studenti si sarebbero aggregati al gruppo del Liceo Farnesina, che è capofila del progetto RIMUN e la DS ha voluto avere certezza, attraverso una comunicazione scritta,  che ci fosse un accompagnatore dedicato agli alunni del nostro Liceo.
Le autorizzazioni sono state date e i ragazzi, che saranno selezionati, partiranno.

Colloqui con docenti Cambridge

Si proverà a chiedere ai docenti di fare un orario di ricevimento o di avere un feedback da loro attraverso i docenti curriculari (Inglese per ESL, Matematica per Math, Fisica per Phisics). Viene consigliato di scrivere una email alla prof.ssa Mattone referente Cambridge mettendo la DS in conoscenza con le argomentazioni e le richieste, in modo da poter portare avanti l’attività.

Sportello ascolto

E’ stato incrementato il numero di ore, portandole quasi a 10 settimanali, aggiungendo un altro giorno oltre il lunedì. Nonostante ciò la psicologa che segue il CIC ha ancora una lunghissima lista di attesa.
Le ore riservate allo sportello ascolto sono molte rispetto agli altri licei e nonostante la spesa da sostenere lo abbiamo ritenuto necessario.
Verrà valutato per il prossimo anno un ulteriore incremento se la psicologa nella relazione di fine anno ne evidenzierà la necessità.
La dottoressa è stata messa in contatto anche con l’insegnante di Yoga che si occupa del benessere psicofisico. Si è creata quindi una interazione, una sinergia tale che alcuni ragazzi con problemi di ansia e attacchi di panico sono stati invitati a fare yoga per imparare le tecniche di respirazione e rilassamento. L’insegnante di yoga accoglie le richieste di ascolto dei ragazzi dopo le lezioni e questa attività diventa un ponte, per tutti coloro che necessitano di allentare l’ansia.

Si sta cercando di trovare modi per sostenere i ragazzi, anche se in alcuni casi non basta lo sportello della scuola ma uno specialista esterno che prenda in carico la situazione.

Prove Comuni

Esiste la volontà di ripristinare le prove comuni, modalità esistente e ben consolidata negli istituti comprensivi. Sono già state ripristinate per l’Italiano. Per le altre materie si sta pensando di rivedere la logica e strutturarle per indirizzi: prova comune del Cambridge con Phisics, prova comune per le classi ordinamentali + Geography per la matematica.

Questa revisione si vede necessaria per la differenza di obiettivi in entrata e uscita dei curricula Cambridge che hanno monte ore e indirizzi di studio diversi.

Ricreazione in cortile

Verrà ripristinata. Vedi Circolare n. 310 del 05/05/2022.

Aggiornamento veste grafica del sito e contenuti

Si sta pensando ad una ristrutturazione per adeguarsi ai nuovi standard di comunicazione ma, come per tutto, ci vuole tempo. Si è pensato di creare un progetto ad hoc o di far confluire nel progetto STEAM l’ammodernamento del sito.
Per quanto riguarda eventuali segnalazioni si possono fare alla prof.ssa Antonucci, che previa autorizzazione aggiornerà il sito. La DS ringrazia per la collaborazione dei genitori e dei consiglieri che evidenziano correzioni da apportare e suggerimenti.

Sintesi del verbale dell’assemblea del comitato genitori del 28 marzo 2022

In data 28 marzo 2022 dalle ore 18 alle ore 20, si è svolta la quarta Assemblea del Comitato Genitori del Liceo Cavour per l’anno scolastico corrente, avente come argomento principale la discussione di:

  • proposte per l’utilizzo del contributo volontario.

La riunione si è svolta online sulla piattaforma Google Meet messa a disposizione dalla scuola. Alla riunione erano presenti per il Consiglio di Istituto, Maura Mezzetti (presidente) e i consiglieri Carmine Antonucci,  Maria Claudia Benincà, Nicoletta Jannitti, e per il Comitato Genitori Paola Vocca (Presidente), Francesca De Dominicis (Segretario) e i coordinatori Stefania Aquilino e Cinzia Tedesco. Nel momento di massima partecipazione erano presenti 37 genitori, tra rappresentanti al consiglio di classe e genitori in rappresentanza di 24 classi su 46.
Nella prima ora di assemblea è intervenuta la Dirigente scolastica, prof.ssa Claudia Sabatano.

La presidente del Comitato, Paola Vocca, apre l’assemblea ricordando che questa riunione è stata aperta a tutti i genitori, rappresentanti al Consiglio di classe e non, per poter avere una discussione più ampia di proposte riguardo al Contributo Volontario che tra pochi giorni vedrà il termine di pagamento suggerito. Quest’anno il contributo potrà essere pagato soltanto con il servizio “Pago in Rete” del MIUR, in questo modo sarà automaticamente detraibile/deducibile dalle tasse.
Per facilitare la discussione è stato redatto un documento di lavoro a cura del direttivo del Comitato Genitori e dei Rappresentanti dei Genitori al Cdi per avere un punto di partenza, un documento condiviso, oltre che con i genitori anche con la Dirigente scolastica, che gentilmente ha accettato di partecipare a questa assemblea. Il documento, oltre a raccogliere i criteri, suggerisce alcune proposte, che come tali saranno poi portate in Consiglio di Istituto, per la discussione e la possibile delibera. L’assemblea chiede, essendo i fondi su base volontaria, una maggiore chiarezza sull’utilizzo, in modo che si possa arrivare ad una maggiore partecipazione al versamento del contributo.
La presidente quindi lascia la parola alla Prof.ssa Sabatano.

Prende la parola la Dirigente scolastica che ringrazia dell’invito e del lavoro svolto preliminarmente. Il contributo volontario e il suo utilizzo è un punto nodale della gestione scolastica. Renderlo solido e partecipato, con una idea condivisa di come lo si vuole utilizzare è un elemento di trasparenza che spesso viene trascurato e questo porta i genitori a disinteressarsi.
Stabilire quindi come si possa aiutare la scuola a costruire un budget da destinare ad elementi di rilevanza, condivisi all’interno della comunità scolastica, e del quale deve essere dato assolutamente conto, le sembra la migliore strada da percorrere. 
Ci porta alcuni esempi tra cui, il più concreto, sono le felpe e le borracce con il logo del Cavour, attività legata alla vita scolastica. Poteva essere un buon modo per utilizzare una piccolissima parte del contributo per aiutare i ragazzi che invece si sono autotassati, tanto più che, nel documento, tra le voci proposte c’è “fondi destinati alle attività, meritevoli di sostegno, organizzate dagli studenti ….”
Ringrazia per aver proposto un elenco di voci di spesa molto ricco e tutto condivisibile che copre molti aspetti della vita scolastica.  Rispecchia molto ciò che la sua amministrazione fa, in quanto tutto ciò che arriva dal contributo dei genitori, al netto di alcune esigenze pratiche della gestione amministrativa, viene investito in attività di ampliamento della offerta formativa.
Lo scorso anno si è cercato di recuperare i versamenti sia volontari che dovuti (vedi Cambridge) cercando di raggiungere una regolarità di entrate. Ringrazia del lavoro svolto anche dal nuovo direttore amministrativo grazie alla quale la gestione economica si sta risistemando.
Ricorda che il contributo è volontario e come tale viene rispettata la volontarietà ma sottolinea che invece i contributi dovuti devono essere recuperati.
L’unico punto del documento che andrebbe modificato è sull’edilizia scolastica e la sicurezza nei laboratori, normalmente coperti da un fondo per le piccole manutenzioni. Suggerisce quindi di modificarlo scrivendo che l’allocazione del contributo volontario deve essere utilizzato su attività che non godono di altre fonti di finanziamento e, nel caso di sopravanzo, a integrazione delle attività che hanno fonti di finanziamento.
A questo proposito fa l’esempio del Cavò che dallo scorso anno è una attività PCTO, quindi coperta da fondi specifici.
Poiché le attività del PCTO sono molte, i fondi dedicati non bastano e quindi per coprire alcune spese (vedi toner per la stampa del giornalino) viene utilizzato il contributo volontario, essendo appunto una attività legata alla didattica. In termini di acquisti di beni di consumo si privilegiano sempre quelli inerenti l’offerta formativa.
Ci informa che ha già chiesto al direttore amministrativo di estrarre una tabella riepilogativa del contributo volontario, di quanto è stato versato e come è stato utilizzato. Un modo snello e facilmente leggibile ad uso della popolazione scolastica, da un lato per sensibilizzare a contribuire, dall’altro per mostrare in che direzione va l’intervento economico dei genitori.
Ricorda a tutti che i fondi usati nell’anno scolastico in corso sono i versamenti del contributo volontario dell’anno precedente. Quando nel piano annuale si trova la voce “fondi non vincolati” in genere si tratta del contributo volontario dei genitori, ma è solo in fase di conto consuntivo che si avranno tutte le voci di spesa, con i relativi giustificativi e l’effettiva fotografia di come è stato utilizzato il contributo volontario dei genitori.
La Ds ci riferisce della richiesta da parte degli studenti di mettere mano al rifacimento della Casa del Custode. Questo è un intervento che potrebbe essere sostenuto quota parte dal contributo volontario perché rappresenterebbe un ampliamento della offerta formativa. In quello spazio infatti, da anni, gli studenti vorrebbero creare un luogo di aggregazione, un centro polivalente di laboratori a loro disposizione anche in orario extra scolastico. Sono stati già fatti dei preventivi per capire l’ammontare della spesa che si aggirerebbe sui 40000 euro, in termini di rifacimento e messa in sicurezza, ma esistono anche tanti progetti PON a cui poter fare ricorso. Il contributo volontario potrebbe sostenere una parte della spesa, così come potrebbe essere impiegato per il rifacimento dell’aula a gradoni, non più a norma.

Paola Vocca ringrazia per l’intervento e chiede di poter chiarire le dinamiche amministrative, i tempi burocratici. Come genitori non conosciamo le scadenze e quindi rischiamo di chiedere informazioni circa il contributo prima che effettivamente siano stati raccolti/depositati i dati.

La DS risponde chiarendo che la gestione economica delle scuole non segue l’anno scolastico ma l’anno solare. 
Per tutti noi l’anno scolastico inizia il 1° settembre e finisce il 31 agosto mentre la gestione economica segue l’anno solare e le scadenze sono in armonia con le scadenze della parte economica.
Il Cdi entro novembre, generalmente, approva il programma annuale, un documento programmatico nel quale si allocano tutte le risorse previste all’interno delle varie voci tra cui ovviamente la parte relativa al contributo volontario, che rappresenta un fondo non vincolato.
Tale fondo viene allocato su varie attività ognuna con la propria scheda. Nel programma annuale già è visibile ciò che la scuola vuole fare nell’anno successivo. 
Il programma annuale 2022 è stato presentato a novembre 2021 ai nuovi consiglieri; entro il 4 aprile la Giunta verrà riunita per poter illustrare invece il conto consuntivo dell’anno 2021 che andrà poi presentato ai revisori dei conti. 
In questo modo cosa è avvenuto nell’anno 2021 è possibile saperlo verso aprile, mentre come vengono impegnati i soldi per l’anno successivo viene detto entro novembre. 

Queste tempistiche legate alle leggi generali della gestione scolastica, sono di dominio del Cdi perché è stato convocato per la presentazione del programma annuale con l’illustrazione di tutte le economie annotate per l’anno 2022 e dopo il parere dei revisori dei conti sul conto consuntivo, sarà richiamato per valutare e approvare il consuntivo. 
La competenza tecnica di analisi di queste spese, con tutti gli incartamenti collegati ad ogni spesa, è dei revisori dei conti. Al Cdi viene dato l’incarico della supervisione generale, non di verificare i singoli mandati di pagamento. 

Paola Vocca riassume le scadenze, aprile per sapere come è stato speso il contributo volontario dell’anno precedente, novembre per conoscere come si è previsto di spendere il contributo per l’anno successivo, e apre la discussione.

La consigliera Nicoletta Jannitti chiede alla DS di chiarire come possa essere applicabile questa tempistica con la nota del MIUR del 2012 che parla di informare le famiglie preventivamente sulle attività programmate in modo da poter decidere di contribuire eventualmente all’una o all’altra attività.

La DS risponde che quando si parla di programmazione di attività, a cui il ministero fa riferimento, ci si riferisce alla delibera del Consiglio di Istituto sulle attività alle quali destinare il contributo volontario. Dopodiché il CdI viene interessato delle varie attività che stanno partendo e al monitoraggio delle stesse.
L’elenco di innumerevoli attività che si trovano sul documento di proposte dovranno sottostare ad un criterio di priorità, per uno specifico segmento di anno, che il CdI dovrà discutere e deliberare.
Mentre le procedure amministrative, di acquisto e di selezione, vengono risparmiate al CdI perché di competenza del dirigente e del direttore amministrativo, al Consiglio di istituto si chiede di dare dei criteri e di verificare che a fine percorso tali criteri siano stati rispettati. 
Il Consiglio può dare indicazioni più stringenti su alcune attività differenziando le priorità di utilizzo, fermo restando che se arrivano altri fondi (per esempio il PNRR), a sostegno di una attività si predilige sempre prima l’economia che arriva dall’esterno e poi, solo in ultima analisi, il contributo volontario che va usato quando non hai altro.
Per esempio se dovesse uscire un bando su un argomento interessato dal Contributo, e dopo aver presentato la candidatura, lo si vince, il Cdi già informato della partecipazione dovrà pensare a come rimettere in gioco i soldi del Contributo destinati all’attività.

Si continua a portare come esempio gli interventi sulla Casa del Custode.
La DS sottolinea che per l’anno in corso le attività sono già state definite in base alla copertura economica. Nel programma annuale 2022 non ci sono le proposte di cui si sta discutendo in questa riunione (per es. Casa del Custode) poiché sono progetti pensati per il prossimo futuro e per le quali si dovrà trovare copertura economica. 
Immaginando l’arrivo della liquidità, con la raccolta del contributo, in Cdi viene proposta come prima destinazione il criterio del rifacimento strutturale di spazi. Criterio generale perché tra i criteri da approvare in Cdi non si può indicare una cosa specifica come la Casa del Custode, ma, come indicato nel documento, lavori di piccola manutenzione. All’interno di quella voce si andrà a scegliere l’attività espressa dal Consiglio di Istituto.
I tempi della burocrazia sono lunghi, vanno fatte procedure a evidenza pubblica di tipo amministrativo (gara, caricamento offerta sul MEPA, scelta dell’operatore e relative verifiche contabili) che spesso spostano i tempi di realizzazione, per questo è necessaria una programmazione minuta.

Il Consigliere Carmine Antonucci sottolinea che, in caso di arrivo di fondi, è possibile fare una variazione al piano annuale già approvato a settembre/ottobre, ovviamente se i soldi sono già in cassa.
La DS ringrazia il consigliere per la precisazione e conferma che è possibile fare variazioni al piano annuale poiché la previsione non è rigida, e soprattutto non lo è l’arrivo di fondi, sia da progetti vinti che dal contributo volontario, per esempio pagato tardivamente. Le economie vengono divise in base all’annualità di riferimento con le variazioni al programma annuale.

Interviene Cinzia Tedesco che propone alla DS di effettuare una programmazione che non superi l’anno di realizzazione per evitare che ci siano genitori che, a fronte del pagamento, si trovino a non vedere mai i propri figli usufruire di alcune attività. Suggerisce di evitare la ristrutturazione della Casa del Custode che potrebbe impegnare troppi anni, ma concentrarsi per esempio sulla semplice manutenzione delle aule.

La DS risponde che obiettivo dei criteri non è quello di programmare specifiche attività anno per anno,  ma di trovare finalità diverse che privilegino sempre l’ampliamento della offerta formativa con attività gratuite per gli studenti. Ricorda che ogni attività scelta è sempre pensata per tutti.
Fa l’esempio, come attività gratuita per gli studenti, del corso Yoga che è stato finanziato dal PNRR, nell’ambito dei finanziamenti di promozione del benessere psicofisico in relazione al Covid.
Per quanto riguarda la Casa del Custode, è possibile fare l’intervento perché in origine non era destinata ad uso scolastico e il lavoro non sarebbe così oneroso in termini di tempo e di economie. Diverso è per le aule, essendo l’edificio sotto la Sovrintendenza dei Beni Culturali. Per effettuare una tinteggiatura interna o esterna c’è bisogno di effettuare i saggi, cioè prendere la tinta originaria depositata in Provincia e fare delle campionature ad opera di una ditta specializzata che si attenga al colore originale della scuola.

La DS conferma l’importanza di questo momento di confronto che aiuta a fare chiarezza ma sottolinea che il nostro obiettivo non deve essere quello di entrare capillarmente nell’utilizzo del contributo volontario. Ci sono una serie di step amministrativi e di controllo, in cui i genitori non possono entrare, diverso è decidere le linee guida. Identificare i criteri, scegliere le attività, poi sarà il CdI a discutere, deliberare, scegliere le priorità, aggiungere fondi ad attività già in essere, o  destinarne a nuove. E’ un lavoro complesso che segue la vita della scuola che è in continuo movimento. 
Ripete che l’iter è preparare in sede di programma annuale l’allocazione del budget sulle attività, il Consiglio di Istituto le valuta, quelle del contributo volontarie sono approfondite discutendone con il dirigente scolastico e il direttore amministrativo. Le attività vengono approvate nel programma annuale e all’incontro consuntivo si verifica che i fondi siano stati effettivamente spesi così come erano stati immaginati.

Maura Mezzetti, presidente del Consiglio di Istituto, sottolinea che la Casa del Custode è un progetto molto bello e ringrazia la dirigente per aver risposto alle richieste trasformandole in ampliamento dell’offerta formativa. Sarebbe bello che non ci fosse bisogno di chiedere il Contributo volontario, ma sappiamo che, a causa dei numerosi tagli, le scuole ormai ne hanno bisogno. L’importante è che vengano impegnati su progetti proposti e condivisi. Anche se ci dovesse volere più di un anno a realizzare l’opera, è importante sottolineare la circolarità, perché ognuno usufruirà del contributo di chi lo ha pagato l’anno prima. 
A proposito della ventilazione meccanica, citata in chat, ci sono ancora dubbi sull’efficacia, ma comunque è un intervento che ci si aspetta possa arrivare dal Ministero.

A tal proposito la Ds conferma che, se si dovesse valutare come sistema opportuno l’installazione di impianti per la ventilazione meccanica (ad oggi sono già stati fatti dei preventivi) saranno utilizzati i fondi Covid e non il contributo volontario.

Paola Vocca si inserisce per ricordare che una parte del contributo volontario va a coprire l’assicurazione integrativa e quindi chi non contribuisce almeno per quella porzione grava sugli altri contribuenti. L’importo dovrebbe essere di circa 20 euro. 

La DS conferma la cifra. L’assicurazione è stata ampliata anche in virtù dell’outdoor education e viene pagata per tutti a prescindere dal pagamento del contributo volontario. Gli studenti sono coperti da una assicurazione base pagata dal Ministero e da quella integrativa interessata dal Contributo volontario.

Alle 19.00 la prof.ssa Sabatano saluta e lascia l’assemblea.

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La discussione prosegue sugli argomenti già ampiamente trattati. 
Carmine Antonucci insiste sul dover trovare una soluzione, in modo che la scuola recuperi da tutti i genitori almeno la quota parte del contributo afferente la assicurazione. Ne fa un discorso di correttezza. 
Anche Nicoletta Jannitti si sofferma su questo punto e afferma che molti non sapevano che una quota è dovuta per l’assicurazione integrativa. Propone di diffondere nelle classi questa informazione insieme al fatto che sia possibile versare il contributo dell’anno precedente,  e chiarire meglio il termine di pagamento che non può essere dichiarato obbligatorio al 31/3 mentre sul sistema Pago In Rete è al 31/8.

Stefano Manti ci fa notare che da questa riunione dobbiamo uscire soddisfatti. Si è riusciti a far comprendere alla scuola che dare evidenza di quello che viene fatto con il contributo volontario è un elemento che stimola la componente genitori a versare. Negli anni passati, con le presidi precedenti, si è cercato ripetutamente di trovare un modo per far rendicontare ma sempre senza successo.
Suggerisce di mettersi in ascolto della componente studenti, perché ognuno di noi ha una idea di cosa vorrebbe per l’ampliamento dell’offerta formativa, che probabilmente non corrisponde ai desideri degli studenti. E’ importante che questo contributo delle famiglie aiuti a costruire una scuola proprio a misura dei ragazzi, quindi è importante finanziare esperienze veramente eccellenti come quelle del Cavò, che si riesca a costruire un centro polifunzionale culturale come si vuole fare con la Casa del Custode, che si facciano felpe e borracce, che si usi il contributo su ciò che i ragazzi vogliono. Diventare supporto dell’idea di scuola che hanno i ragazzi.
Sul contributo volontario e la difficoltà a reperire tutti i versamenti, ricorda che storicamente la quota era di solidarietà, pensando a coloro che non avevano possibilità di contribuire. Oggi sicuramente abbiamo un atteggiamento da parte delle famiglie di allontanamento dall’istituzione scolastica e la sfiducia porta a non contribuire, ma, nel cercare di trovare un modo per far pagare l’assicurazione, dobbiamo tener conto in buona fede di chi oggi non versa perché in difficoltà e purtroppo le famiglie interessate sono in aumento.

A tal proposito Carmine Antonucci ricorda che proprio ai primi punti del documento condiviso sono stati inseriti il contributo di solidarietà e i finanziamenti per le persone con ISEE sotto una certa soglia, non si vuole assolutamente dimenticare chi ha bisogno.
Il contributo di 100 euro nella nostra scuola fu deciso molti anni fa in Consiglio di Istituto, sicuramente prima del 2017 ed è una procedura risalente al 2008/2009, con una legge del 2007 applicata a partire dal 2008. All’inizio non era obbligatorio, poi a fronte di abusi, il MIUR ha emanato due circolari, una nel 2012 e una nel 2013 per richiamare l’attenzione delle scuole a rispettare le regole cioè una programmazione preventiva, un coinvolgimento dei genitori con proposte di progetti e la finalizzazione dei soldi. Se, dopo 15 anni, ancora si parla di avviare una procedura è perché in molte scuole questo iter non è ancora seguito. Esistono scuole in cui il Consiglio di Istituto non ha mai deliberato il contributo volontario e scuole dove invece si paga molto di più.

Una rappresentante interviene sostenendo che la creazione di un fondo di solidarietà è molto importante ed ne andrebbe evidenziata l’esistenza, in modo da potervi accedere facilmente. Sottolinea che la rendicontazione in molti istituti viene mostrata senza doverla richiedere. Fa notare però che alcune sezioni si lamentano di non avere la base e il contribuire ad un ampliamento della offerta formativa quando mancano professori o alcuni non svolgono a pieno il loro lavoro, spesso è difficile. Il non pagamento diventa una vera e propria forma di protesta per manifestare il disagio, ben consapevoli di rinunciare così a creare una scuola migliore.

Paola Vocca raccomanda a tutti di non scambiare i piani della protesta, un conto è essere contrario al pagamento perché fermi nell’idea che lo Stato debba contribuire totalmente alle esigenze della scuola e un conto è fare una ritorsione non costruttiva, che non risolve il problema della mancanza di offerta formativa. 

La discussione si sposta sulla tipologia e caratteristiche della assicurazione integrativa sottoscritta dalla scuola. Molti genitori consigliano di leggere bene il contratto e indagare sulla effettiva copertura. Una mamma ci informa che le scuole hanno solo l’assicurazione INAIL che copre in caso di infortunio nei laboratori e palestre, ma non per altro. Viene sottoscritta una assicurazione di responsabilità civile che copre i danni causati verso terzi.
Negli ultimi anni le scuole vengono supportate da broker, proprio perché l’aspetto normativo delle assicurazioni è molto farraginoso, quindi è utile leggere bene tutta la polizza sottoscritta, che si troverà sicuramente on line pubblicata in amministrazione trasparente insieme a tutti i bandi e le scelte fatte dalla scuola.
L’istituto fa un bando di gara, utilizza per pagare una quota dal contributo volontario, dopodiché il rapporto in caso di infortunio o danno è direttamente tra le famiglie e l’assicurazione. Saranno loro ad occuparsi, al momento di chiudere il percorso assicurativo, di mandare modulo e documentazione.

Da qui il discorso alle circolari e la difficoltà per alcuni di reperirle facilmente. Nonostante esista la funzionalità di visualizzazione delle ultime 10, chi volesse recuperare le meno recenti o cercarne di particolari incontra un sistema lento e spesso, per alcune, è difficile intercettare la parola chiave di ricerca. 
Dei genitori informano che alcune scuole mettono le circolari destinate alla famiglia a disposizione nel Registro elettronico. Altri consigliano di chiedere di archiviare le circolari per categorie, o dare un nome più intuitivo.
Sicuramente il ruolo delle circolari e la loro facile fruizione migliora la comunicazione scuola-famiglia ed elimina alcune ambiguità. Il direttivo del Comitato genitori dichiara che si farà carico del problema.

Carmine Antonucci a proposito di circolari chiarisce che la scuola dovrebbe scriverne una per esplicitare meglio chi deve pagare e come va pagato il contributo volontario. La circolare vigente crea confusione perché unisce le tasse di iscrizione, obbligatorie per le terze e le quarte, al contributo volontario dei genitori di tutte le classi tranne le quinte. La scuola si è resa disponibile a chiarire meglio questi passaggi, quindi prossimamente si aspetta che venga pubblicata una circolare con una tabella di riepilogo del rendiconto. La scuola dovrebbe, come già detto, all’inizio dell’anno definire nel Consiglio di Istituto in che direzione procedere con i fondi del contributo volontario, mandare una circolare alle famiglie chiedendo di contribuire finalizzando le azioni decise e poi rendicontare.

Ancora un’altra rappresentante dichiara che la sua classe è molto scettica sul pagamento del contributo. Hanno molti problemi con l’organico e non hanno visto molte attività di ampliamento dell’offerta formativa oltre il Cavò. Aspettano che venga pubblicata la tabella di rendicontazione per capire come e dove viene impiegato il contributo e poi cercheranno di spiegar meglio alla classe, aiutandosi con quello che verrà scritto dal comitato genitori nel verbale.

Laura Odorici fa notare che quando, come nella nostra scuola, esiste un grave problema di mancato versamento del contributo volontario, certamente va imputato ad una mancanza di fiducia verso l’istituzione, ma, anche dalle parole della preside, abbiamo capito bene che non versare è un auto sabotaggio, cioè togliamo ai nostri figli la possibilità di avere quel quid in più.
Invita tutti a lavorare per creare un clima di collaborazione e fiducia verso le istituzioni e la scuola, perché se da una parte ci sono classi con tanti problemi oggettivi dall’altra il non versare il contributo volontario non aiuterà queste classi a superare i loro problemi, anzi creerà una maggiore frattura tra quella che è la scuola e quelle che sono le esigenze effettive degli studenti e dei genitori. Cercare quindi di pagare, al netto di quelle famiglie con difficoltà.

Maura Mezzetti conferma che bisogna lavorare affinché le persone raggiungano un senso di appartenenza facendo arrivare il messaggio che tutti noi lavoreremo affinché ci siano sempre proposte da realizzare.
Purtroppo l’eterogeneità nella scuola pubblica è in aumento, dopo il Covid si è sdoganato il peggio, a volte è veramente un problema di fortuna. Nella sua precedente esperienza in una scuola ha lavorato attivamene a progetti creati dai genitori e applicati dai docenti, spesso i figli non ne hanno potuto usufruire perché i loro insegnanti non volevano partecipare. Non si può pensare di versare il contributo solo se i propri figli parteciperanno alle attività proposte.

Paola Vocca conclude i lavori dell’assemblea facendo una piccola sintesi degli argomenti.
La riunione indetta per discutere e avvalorare il documento, scritto a supporto di proposte di impiego del contributo volontario, ha trovato ampio riscontro nelle parole della Preside.
Abbiamo affrontato argomenti come l’assicurazione integrativa su cui dovremmo vigilare più attentamente per verificare che vengano rispettati i termini.
Ci siamo soffermati sulla necessità di rispettare la volontà dei nostri ragazzi incentivando le loro idee, noi abbiamo e dobbiamo avere un ruolo marginale, solo di aiuto per i progetti che i nostri ragazzi vogliono portare avanti, dobbiamo metterci in ascolto perché è dedicato a loro l’utilizzo di queste strutture.
Invita ancora tutti a sensibilizzare e spera che ognuno dei partecipanti sia stato sufficientemente motivato al pagamento del contributo, senza entrare nelle tasche di nessuno, cercando di scindere i piani della protesta, privando, chi ha già una didattica carente, di una offerta formativa più ampia.

Ringrazia tutti della partecipazione e alle ore 20 chiude la riunione.

Quarta Assemblea del Comitato Genitori – Lunedì 28 marzo ore 18

Lunedì 28 marzo 2022 dalle ore 18:00 alle 20:00 si terrà la quarta Assemblea del Comitato genitori per il corrente anno scolastico avente come argomento principale la discussione di:

  • proposte per l’utilizzo del contributo volontario.

L’Assemblea aperta a tutti i genitori (rappresentanti e non) si svolgerà on line.
Per motivi di organizzazione è richiesto quindi di effettuare la registrazione attraverso il modulo google messo a disposizione sulla chat del Comitato.
Il link per partecipare all’Assemblea verrà inviato esclusivamente via mail all’indirizzo specificato al momento della registrazione.